06.03.2007

Un nuovo marchio per le sfide del futuro


Il nuovo logo è stato realizzato da RobilantAssociati, agenzia specializzata in brand advisory and strategic design, in collaborazione con il Centro Stile Lancia. Si tratta di un simbolo che rappresenta il "cambiamento nella continuità", un segno del passato riletto in chiave moderna che bene esprime un brand proiettato nelle sfide del futuro ma, al tempo stesso, orgoglioso della propria identità storica. In questo senso, quindi, l’inedito logo Lancia rappresenta la sintesi visiva della sua filosofia: Tradizione e Innovazione. Del resto, il brand vanta un patrimonio ricchissimo, continua fonte di ispirazione per la ricerca di soluzioni tecniche innovative.
Essenziale e di forte impatto visivo, dunque, il nuovo logo conferma i solidi legami con la tradizione Lancia attraverso due elementi: il colore blu, presente sin dal 1911, e lo scudo, giunto nel 1929, ma volutamente reso più attuale con l’uso volumetrico del 3D. L’innovazione maggiore si può notare sul volante, che diventa un tratto grafico, e sulle quattro razze, sintetizzate in due punte, che assumono un ruolo funzionale: concentrare lo sguardo sul logotipo Lancia, lievemente ritoccato per una maggiore leggibilità ma graficamente riconducibile al marchio del 1911.
Il nuovo logo Lancia vuole sintetizzare la missione di un’Azienda italiana che da un secolo realizza vetture affascinanti nello stile e innovative nella meccanica, vere e proprie icone che continuano a stupire per design, eleganza e temperamento. Tutto questo appartiene al patrimonio umano e tecnologico di Lancia: qui risiede l’unicità di una delle avventure più coinvolgenti del XX secolo, una storia nata a Torino nell'autunno del 1906 e fatta di uomini, motori, strade e tecnologia. Ma anche di stemmi che, in questi cento anni, sono apparsi sulle calandre delle vetture Lancia. La raccontiamo, facendo riferimento all'anno nel quale ogni simbolo è stato usato per la prima volta.

1907 – 1910
Nel 1907 appare sulle vetture Lancia una targhetta rettangolare che, per consuetudine, viene riconosciuta come il suo primo marchio di fabbrica. In realtà è più semplicemente una piastra identificativa, realizzata in ottone, che riporta la ragione sociale “Lancia e C” e, sotto, il numero di produzione dell’autotelaio. Da sottolineare che lo stile del carattere è già ben definito: un aggraziato bodoniano stretto maiuscolo (derivato dal romano classico) con piccole varianti, fra cui il tratto della “L” prolungato a sottolineare la prima “A”. Nello stesso periodo su alcuni esemplari di Alpha, Dialpha e Beta compare la firma Lancia scritta in caratteri Liberty e posta sul radiatore dell’acqua. Ma anche in questo caso non si tratta di un vero e proprio marchio. Infatti, bisognerà attendere il 1910 quando Vincenzo Lancia chiede al conte Carlo Biscaretti di Ruffia di studiare il primo vero marchio della Casa.

1911 – 1932
Il conte Carlo Biscaretti di Ruffia propone sei bozzetti all’acquarello e tra questi Vincenzo Lancia sceglie quello che riproduce un logo a forma circolare, datagli dalla sagoma di un volante a quattro razze (su una di queste è riconoscibile il comando manuale dell’acceleratore) disegnata in oro su fondo bianco, cui è sovrapposta una bandiera blu appesa ad una lancia con il nome della Casa in colore oro. Nel 1911 la prima vettura a fregiarsene è la Gamma 20HP, seguita dai modelli Delta, Epsilon, Zeta, Eta, Theta, Kappa, Dikappa, Trikappa e Lambda. Saranno proprio le ultime serie della Lambda a mantenere in vita il logo circolare fino al 1932, in quanto a partire dal 1929 con la Dilambda tutti gli altri modelli, ad esclusione delle prime serie di Artena, Astura ed Augusta, adottano un nuovo marchio.

1929 – 1957
Nel 1929 debutta la Dilambda e Vincenzo Lancia decide che sarà questa vettura a portare per prima un nuovo logo. La scelta cade su un’altra delle sei proposte di Carlo Biscaretti di Ruffia: uno scudetto con il fondo blu e delimitato da un sottile doppio contorno bianco che incornicia l’emblema circolare precedente con la sola modifica della rappresentazione grafica dell’acceleratore a mano. Il blasone viene adottato fino al 1958 dai modelli: Dilambda, Artena, Astura, Augusta, Aprilia, Ardea, Aurelia e Appia (prima e seconda serie). Va precisato che il primo modello che impiega in modo continuativo questo logo è l’Aprilia, a partire dal 1936, mentre saranno l’Aurelia e l’Appia le ultime a fregiarsene nel 1958.

1956 - 1979
Nel 1956 viene presentato al Salone di Torino un prototipo della Flaminia, disegnata da Pinin Farina, che sfoggia un nuovo marchio di fattura più stilizzata situato nel mezzo della griglia frontale d’aerazione, essendo stata abbandonata la tradizionale calandra: infatti, lo scudetto e il volante (senza razze) diventano due semplici profili metallici cromati, su cui è applicata la bandiera con fondo smaltato in blu e logo anch’esso cromato e caratteri più stretti e alti.
Il nuovo blasone viene applicato fino al 1980 sul frontale dei modelli Flaminia, Appia (terza serie), Flavia, Fulvia, Beta (prima e seconda serie), Gamma (prima serie) e Beta Montecarlo (prima serie e Scorpion). Fanno eccezione la Stratos, su cui compaiono cerchio traforato e bandiera senza scudetto; la Fulvia e la Flavia nelle versioni Sport e Zagato, che esibiscono uno scudetto e un tondo pieni e smaltati; e, infine, la Lancia 2000 che riprende il logo circolare disegnato da Carlo Biscaretti di Ruffia con le modifiche apportate all’inizio degli anni Trenta.

1979 - 2006
Nel 1974 l’allora presidente della Lancia, Umberto Agnelli, chiede all’architetto milanese Massimo Vignelli di rivedere l’immagine coordinata della Lancia creando il nuovo logo da utilizzare a seconda dei diversi materiali e impieghi. Nasce così un vero e proprio “disegno tecnico” del simbolo che determina le linee guida di applicazione, le quote esatte e i giusti rapporti tra tutti gli elementi stilistici e grafici (contorni, sfondi e colori).
Il risultato finale è un logo schematizzato con scudetto blu e cerchio bianco, che riprende quattro dei cinque stilemi del marchio del 1936 (scritta, volante, asta, bandiera, ma scompare il comando acceleratore) apportando modifiche significative. Per esempio, la scritta diventa più semplice e priva di gentilezze grafiche, con un carattere meno stretto e alto, mentre il tratto orizzontale della “L” è in linea con la base del logo. Inoltre, l’asta è più corta, perde i lacci e la punta diventa un triangolo ben definito. Allo stesso modo, sul volante (bianco e blu) ritornano le razze ma da quella di destra scompare la sagoma del comando manuale dell’acceleratore; il segno grafico di questi elementi è molto più marcato. Infine, lo scudetto, il cerchio e i disegni del volante e della bandiera hanno sottili contorni metallici color argento e con lo stesso materiale è composta la scritta Lancia.
La prima vettura a utilizzare questo nuovo marchio è la Delta nel 1979, poi campeggerà sul frontale di tutte le vetture del periodo più recente, sia da turismo sia da corsa: dalla Beta Montecarlo (seconda serie) alle ultime Gamma e Beta, dalla Trevi alla Delta, dalla Prisma alla Rally 037, dalla LC1 alla Thema, dalla Dedra alla Z sino agli attuali modelli Lancia. Da allora lo scudetto non subisce rilevanti modifiche se non per le dimensioni e per la cornice che diventa cromata.


Latest Videos

Advanced Search

Search...

From
To
Search

Related images


Latest press


x

Rights of use

The texts and images and the audio and video documents made available on media.fcaemea.com are for reporting purposes on social media networks, or by journalists, influencers and media company employees as a source for their own media editorial activities.

The texts, images and the audio and video documents are not for commercial use and may not be passed on to authorized third parties.

In addition, see Terms and conditions of access http://www.media.fcaemea.com/info/terms-and-condition

    I have read and agree.