14.09.2000

Lancia Y - Lo stile


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Cambiare restando se stessi, interpretare le più attuali tendenze del design automobilistico senza tradire una personalità assolutamente unica. Lancia Y è riuscita nel difficile compito puntando su un intervento estetico sofisticato e sulla capacità dei progettisti Lancia di usare la matita (o il computer se preferite) con discrezione: qui una linea si prolunga, là una divisione si sfuma, più in basso un vuoto si riempie, in alto un elemento opaco diventa brillante.

In sostanza pochi segni ma tracciati nei punti giusti, quelli che l'occhio coglie per ricostruire l'immagine d'insieme dell'auto. E così, senza sapere bene perché, l'osservatore vede una Lancia Y diversa: più "importante" nelle dimensioni percepite, più assettata e aggressiva sulla strada, più moderna, ma sempre coinvolgente e accattivante.


Linea esterna

Per capire il lavoro fatto dagli stilisti, allora, bisogna prestare attenzione ai dettagli. Perché da un lato ci sono gli originali elementi stilistici da sempre distintivi della vettura che rimangono: giochi di linee e di volumi sovrapposti, proiettori e calandra incorniciati all'interno di due archi incrociati, cofano a V "appoggiato" sui parafanghi così da farli apparire come carenature alari delle ruote.

Dall'altro, a ben guardare, si scoprono piccole significative diversità. Come la calandra, più grande e verticale, che spezza quella linea alla base dei fari destinata a proseguire, idealmente, la modanatura della fiancata. E come il frontale nel suo insieme, che diventa ancora più "importante", grazie alla calandra stessa e ad un paraurti dove un "vuoto" nella parte bassa ha lasciato il posto ad un "pieno".

Ad aumentare l'aggressività della vettura, uno stratagemma stilistico che ora fa convergere tutte le linee del frontale verso un solo punto focale immaginario, posto in basso davanti alla vettura: quelle del cofano che continuano nella calandra, quella dei fari e degli indicatori di direzione e anche quelle dei fendinebbia e della bocca del radiatore prima in controcurva rispetto al disegno di fari e calandra.



Realtà e percezione: due facce della stessa medaglia. Ma nel giudizio estetico quest'ultima la fa da padrona. Ecco allora la carta della tridimensionalità giocata in quegli elementi della vettura che prima potevano apparire troppo piatti. Per esempio nella cornice e nella griglia nera della calandra non più "appoggiate", ma integrate per dare profondità all'elemento. E poi nei gruppi ottici anteriori che mantengono la singolare forma triangolare, molto appuntita, ma non sono più incorniciati da una zona scura. Mentre altre parti (come quella a cuspide degli indicatori di direzione, che prima erano scuri) sono diventate trasparenti e quasi consentono di vederne l'interno in prospettiva.

Risultato: i fari appaiono ora più grandi e brillanti.

Ma il cambiamento più evidente rispetto alla vettura precedente è sulla fiancata, dove è stato eliminato un altro elemento bidimensionale: la modanatura nera che la divideva in due. Senza quel "taglio" orizzontale, la Lancia Y sembra più compatta, pur non rinunciando alla sua connotazione di auto filante e scattante. In verità, infatti, la modanatura che dà dinamismo alla fiancata è rimasta e mantiene anche la tipica inarcatura ispirata al giavellotto Lancia in volo. Ma è diventata un po' più alta e ha lo stesso colore della carrozzeria.

Prima, inoltre, la fascia paracolpi correva tangente al passaruota anteriore e posteriore e girava tutto intorno all'auto, senza soluzione di continuità. Ora, invece, nel frontale va a morire sotto i fari, scavalcata dalla nuova calandra. E nella coda prosegue con un rilievo che è ricavato nella parte bassa dei fanali e ne riprende la forma.

È, di nuovo, il concetto di un linguaggio stilistico più moderno, destinato a interpretare le forme di base senza stravolgerle e mantenendo la riconoscibilità della vettura.

Ecco, allora, i ripetitori laterali, sempre integrati nella fascia paracolpi, ma caratterizzati da una forma diversa: ellittica invece che squadrata. Ecco il portellone posteriore, che rimane un "volume appoggiato" ma adesso è sottolineato da un paraurti più importante. Come quello anteriore, quest'ultimo è stato "riempito" in basso e termina con un'incurvatura il cui compito è creare un colpo di luce: lo stesso che c'è anche nel frontale (sotto la bocca del radiatore) e nel brancardo della fiancata. L'effetto è quello di una base luminosa sulla quale la vettura sembra appoggiarsi, restituendo l'immagine di un'auto meglio assettata sulla strada.

Gruppi ottici ritoccati, infine, anche nella parte posteriore. La zona bianca della luce di retromarcia è diventata trasparente e consente di vedere in profondità. La zona rossa, invece, è uguale a quella della Lancia Y precedente, ma si presenta circondata da un catadiottro capace di renderla molto più brillante. Come per il frontale, cambia dunque la resa estetica dei fanali. Nella parte bassa, inoltre, compare lo "scalino" che riprende la modanatura della fiancata, senza modificare però la forma molto personale della Lancia Y di origine: a triangolo, come quella dei proiettori, a marcare l'accenno di parafango bombato.

Cambiano, infine, le ruote di tutte le versioni (tranne quelle dell'"elefantino rosso"). Nuove coppe con lo scudetto Lancia, infatti, rendono ancora più riconoscibile la vettura ed è disponibile un inedito cerchio in lega leggera da 14".

Tra gli altri segni distintivi della vettura, la grande "Y" cromata della fiancata e gli scudetti sul frontale e sulla coda che sono stati ingranditi.


Interni

Coerente nello spirito con gli interventi apportati alla carrozzeria il ritocco dell'abitacolo, il cui tratto fondamentale resta una classe fatta di cura costruttiva, attenzione ai dettagli, eleganti e raffinati accostamenti cromatici.

Il volante, per esempio, riprende lo stile dei modelli del Marchio di classe superiore. Mentre la zona superiore della vettura (imperiale, antine parasole, plafoniere, maniglie) diventa di un grigio chiaro uniforme, per accentuare il senso di ampiezza e di luminosità e assicurare maggiore omogeneità all'interno.

La mostrina centrale della console ha tinte differenti a seconda delle versioni. Sulla "elefantino blu" prima era grigio chiaro metallizzato, ora è in color titanio. Sulla LS passa dal grigio antracite opaco a quello lucido. Della stessa tinta anche quella della LX che era stampata con effetto legno (Deep printing). Sulla "elefantino rosso", invece, il grigio metallizzato sostituisce il color titanio.



La strumentazione, posta al centro della plancia per motivi estetici e anche funzionali (la maggior distanza dagli occhi facilita la velocità di lettura) è sempre formata da tre archi incrociati: il primo - più piccolo - che racchiude l'orologio e il contachilometri; il secondo per gli indicatori principali; il terzo con le varie spie di controllo.

È diversa, tuttavia, la grafica. In particolare per la versione "elefantino blu", che non ha il contagiri. I numeri del tachimetro, infatti, non sono più disposti a semicerchio ma lungo una parabola che riprende la forma ellittica del cruscotto:
il quadrante così risulta più pieno e le cifre più leggibili. Per lo stesso motivo le barrette del tachimetro sono state allungate (su tutte le versioni). I nuovi colori dello sfondo sono ora: titanio per la "elefantino blu", grigio metallizzato per la "elefantino rosso" e nero per le altre due versioni.

Tutte le spie sono a led, in modo da migliorare la luminosità e la durata. Infine, il display con l'indicazione dei chilometri, dell'ora e della temperatura esterna, che era nero con i numeri chiari, ora è verde o rosso (elefantino rosso) con le cifre nere (migliora così la visibilità).

Cambiano anche gli appoggiatesta, adesso più arrotondati e più grandi, ma alleggeriti da un'apertura centrale che, tra l'altro, contribuisce a garantire una buona visibilità posteriore.

Le novità più rilevanti, tuttavia, riguardano i rivestimenti. Le due versioni più raffinate della gamma (LX ed LS) adottano nuovi materiali di altissima qualità, mutuati dal mondo dell'arredamento e impiegati per la prima volta su un'autovettura.



Per la LX si tratta del Castiglio, una microfibra dal diametro finissimo: 0,2 micron (la fibra naturale più fine che esiste è la seta, il cui diametro è di 11 micron). È morbido, resistente, traspirante, facile da smacchiare e piacevole alla vista e al tatto. Si tratta di un vero e proprio tessuto che viene smerigliato e garzato: è quindi facile da lavorare e può essere tinto in più colori. Tre le tonalità scelte per Lancia Y: blu, beige e grigio chiaro.

Molto elegante e restistente anche il velluto di microfibra della LS (Swing). È "operato" nella parte centrale dei sedili e liscio nel resto dei rivestimenti.
A seconda della tinta di carrozzeria, è disponibile in tre colori: blu, verde e beige.

Come optional per la LX, infine, si può sempre richiedere la selleria in pelle: verde o beige.

Diversi anche i rivestimenti Race della aggressiva "elefantino rosso", che sono in misto tessuto/Castiglio e presentano un'inedita fantasia disponibile in grigio scuro e rosso o grigio scuro e verde.

Per la Lancia Y "elefantino blu", infine, è stato scelto un tessuto di nuovo disegno (Venere), disponibile nelle varianti azzurro/blu oppure rosso/grigio. La parte centrale dei sedili è in fantasia: azzurro con piccoli quadretti blu o rosso con quadretti grigi. Sono, invece, rispettivamente blu o grigio i fascioni laterali e azzurro in tinta unita o rossi, i pannelli delle porte e la plancia.


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